Si è considerato dapprima il caso degli impianti a bacino, in grado di modulare la produzione nell'arco della giornata. Nella figura seguente è riportato il costo del kWh al variare del costo di investimento, comparato con il prezzo medio di cessione su 20 anni riconosciuto dal provvedimento CIP 6/92 (GRAFICO 1). Nel prezzo è inclusa una componente di incentivo: la sua efficacia è mostrata nella figura seguente, in cui è riportato il Tasso Interno di Rendimento al variare del prezzo nelle ore piene dei primi otto anni. Se dalle 259,5 lire per kWh si passa alle 110,7, in cui è annullata la quota di incentivo, il TIR scende dal 13,8% fino al 4% circa, togliendo tutta la attrattività all'investimento. (GRAFICO 2) Quando invece sia fissata la potenza installata, è importante poter utilizzare l'impianto per un elevato numero di ore come si vede dalla figura seguente, in cui si ipotizzano 2500 di funzionamento in ore piene, per abbassare l'incidenza dei costi sull'unità di energia prodotta e migliorare il risultato. (GRAFICO 3) La variazione della pendenza mette in luce il ruolo giocato dalla differenza di prezzo tra ore piene ed ore vuote. Si capisce l'importanza fondamentale di produrre l'energia nelle ore piene: a fianco si vede come vari il TIR, a parità di energia prodotta e quindi di ore di funzionamento, al crescere dell'utilizzo nelle ore piene; la redditività di un impianto di questo tipo passa dunque per la gestione attenta della energia accumulata nel bacino.
GLI IMPIANTI AD ACQUA FLUENTE
Per gli impianti ad acqua fluente a parità di tutte le altre condizioni, si è scelto un costo di investimento leggermente minore, supponendo una minore incidenza delle opere civili necessarie. Le condizioni che differenziano questi impianti dai precedenti sono il maggior numero di ore di funzionamento nell'anno ed il prezzo di cessione, che in questo caso è unico. Il costo del kWh ha un andamento del tipo indicato nella figura seguente al variare del costo di investimento. (GRAFICO 5) Il prezzo di cessione dell'energia gioca anche in questo caso un ruolo importante, come si vede di seguito e l'efficacia dell'incentivo, pari a 51,3 lire/kWh, è fuori discussione. Mentre l'eliminazione dell'incentivo pesa fortemente sulla redditività dell'investimento, se si mantenesse la componente di incentivo per 20 anni anzichè per 8 soltanto il TIR passerebbe dal 19,8% al 21,7%, confermando che gli anni dopo l'ottavo pesano relativamente poco lispetto ai primi. (GRAFICO 6)